Deliberazione n° 3540/2012 della Giunta Regionale: “maglie più strette” per le unità di offerta della “rete socio-sanitaria”

La Regione Lombardia, con Deliberazione n° IX/3540 del 30/05/2012, ha previsto una razionalizzazione della disciplina afferente l'accreditamento, l'esercizio e il relativo sistema di vigilanza e controllo delle attività delle unità di offerta socio-sanitarie

in vista della doverosa e concreta applicazione delle disposizioni del D.lgs. 231/2001, (in materia di responsabilità amministrativa) da parte di questi soggetti.  

Per prima cosa vengono previsti alcuni requisiti minimi (strutturali, tecnologi, organizzativi e gestionali) che ogni unità di offerta socio-sanitaria deve possedere per poter esercitare le attività del relativo settore. Si tratta più che altro di una prescrizione di adeguatezza alla disciplina legislativa statale e regionale, ossia, in particolare:
della struttura in cui viene esercitata l'attività socio-sanitaria,
delle tecnologie adottata dall'unità,
dell'organizzazione del servizio: le procedure assistenziali adottate, la quantità e qualità del personale previsto, le competenze e specifiche professionalità impiegate, etc. La deliberazione della Giunta regionale prevede degli ulteriori requisiti, affinché l'ente possa accedere alla contrattazione pubblica con la Regione Lombardia: i cosiddetti <<requisiti trasversali di accreditamento>>. Innanzitutto, il soggetto gestore di un'unità di offerte socio-sanitarie deve possedere alcuni requisiti soggettivi:
deve disporre di una personalità giuridica (pubblica o privata);
deve garantire un adeguato livello di qualità e di continuità dei servizi socio-sanitari, una certa capacità e solidità finanziaria, nonché un'adeguata trasparenza organizzativa;
di conseguenza, deve avvalersi di un documento contabile finanziario, sottoposto a verifica da parte di un apposito organo di controllo;
deve istituire il predetto organo di controllo (o collegio sindacale o revisore contabile), il quale effettua controlli periodici (trimestrali) sulla tenuta della contabilità, sulla correttezza della stessa e delle scritture contabili e sul corretto adempimento degli obblighi tributari e previdenziali;
deve auto-certificare di non trovarsi nelle situazioni di insolvenza attestabili tramite accesso alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia.
Tutte le unità d'offerta devono poi possedere requisiti trasversali di accreditamento organizzativi e gestionali:

devono adottare un <<progetto individualizzato>>: ossia un documento in cui viene descritta la procedura di presa in carico dell'assistito e di elaborazione del Piano assistenziale;
devono adottare un <<fascicolo socio assistenziale e sanitario>> per la tenuta e l'aggiornamento delle informazioni relative alla persona assistita. Il FASAS costituisce il diario socio-sanitario nel quale sono riportati gli eventi relativi al percorso terapeutico dell'assistito all'interno dell'unità di offerta: i trattamenti diagnostici, terapeutici, farmacologici, riabilitativi ed educativi effettuati e gli eventuali cambiamenti al piano di cura. Pertanto il FASAS deve essere costantemente aggiornato;
devono rispettare le disposizioni del D.lgs. 231/2001, ad ulteriore garanzia del rispetto dei principi di efficacia, specificità e attualità dell'attività socio-assistenziale e ad integrazione del sistema di vigilanza e controllo già esistente;
devono dotarsi della Carta dei servizi: strumento diretto ad informare gli utenti fruitori del servizio socio-sanitario sulle condizioni che danno diritto all'accesso e sulle modalità di erogazione delle prestazioni;
devono adottare un contratto di ingresso che sia conforme ai contenuti stabiliti dal provvedimento della Regione Lombardia e che garantisca ai possibili assistiti una totale omogeneità di trattamento su tutto il territorio lombardo, con particolare riferimento agli ambiti di maggiore criticità.
L'applicazione del suddetto richiamato (peraltro noto) D.lgs. n. 231/2001 comporta il rispetto di alcuni oneri aggiuntivi (anch'essi già noti), che qui richiamiamo sinteticamente a fini meramente esplicativi.In primo luogo l'adozione del Codice Etico: nel quale si stabiliscono le regole di comportamento, in linea apicale (ma non solo) con i principi etici previsti ex lege della Repubblica Italiana, a cui devono attenersi i membri/componenti dell'ente. Il Codice Etico deve basarsi essenzialmente sui seguenti principi:
rispetto delle norme (anche in materia di pagamento verso i fornitori);
onestà;
imparzialità;
rispetto della persona e dell'ambiente;
efficienza e trasparenza, etc.
L'adozione del Modello Organizzativo: diviso in parte generale e parte speciale.
Alla parte generale compete la descrizione dell'assetto organizzativo dell'ente e del suo <<sistema di governance>> (che trova il suo fulcro nel sistema disciplinare) e l'elaborazione della fase di analisi del rischio.
La parte speciale, invece, descrive le procedure, i protocolli e gli ordini di servizio specificatamente previsti per prevenire la commissione di reati caratteristici della particolare attività interessata, e cioè: quelli inerenti la somministrazione di farmaci, la cura degli ospiti, la salute sul posto di lavoro, lo smaltimento dei rifiuti etc.
Il Modello organizzativo (che poi, come più volte esposto nelle precedenti news letter è il Modello Base previsto dal Dlgs n. 231/2001) dovrà essere sempre corredato dagli annessi documenti contenenti la mappatura dei rischi, la quale dovrà essere redatta in forma specifica ed esaustiva;
l'adozione di un Organismo di Vigilanza dotato di tutti i requisiti di autonomia, indipendenza, collegialità, etc. previsti e già in precedenza indicati.
NB: In base alla delibera della GR l'OdV deve inviare all'Asl competente una relazione (annuale) sull'attività svolta entro il 31 Dicembre di ogni anno (incentrata, in particolare, sull'avvenuto rispetto di tutti i requisiti previsti per l'accreditamento).NB: All'allegato D della citata Delibera n. 3540/12 della Regione sono previste differenti sanzioni (parametrate in funzione della tipologia e della gravità delle violazioni) che dovranno essere comminate ogni volta che un'unità socio-sanitaria commetta un illecito amministrativo: e cioè, ad esempio, sia carente o non sia più in possesso di uno dei requisiti previsti per l'accreditamento. Controllo/Sanzioni: Il relativo potere sanzionatorio attinente a quanto appena sinteticamente esposto, che da maggio in avanti potrà/dovrà essere esercitato, è stato affidato all'ASL territorialmente competente (la quale ASL agirà mediante i propri ufficiali incaricati a verifica/riscontro dell'adempimento degli obblighi citati).