Privacy: sanzioni più rigorose

Il decreto legge 207 del 2008 "decreto mille proroghe" introduce diverse novità in materia di sanzioni amministrative e penali per violazioni della normativa in materia

 di protezione dei dati (D. lgs. 196/2003)" Il decreto legge 207 del 2008 "decreto mille proroghe" introduce diverse novità in materia di sanzioni amministrative e penali per violazioni della normativa in materia di protezione dei dati (D. lgs. 196/2003).Il decreto prevede da un lato, un innalzamento delle sanzioni, dall'altro lato, postula maggiore flessibilità nell'applicazione delle stesse in considerazione delle condizioni economiche del contravventore.In materia di protezione dei dati l'art. 44 "Disposizioni in materia di tutela della riservatezza" del D. lgs n. 207/2008 evidenzia da un lato, una tendenza di semplificazione degli adempimenti e delle misure minime, dall'altro lato, si rafforzano in modo rigoroso le sanzioni immediatamente applicabili alle aziende.In riferimento alla* sanzione amministrativa di omessa o inidonea informativa *(art. 161 D. lgs 196/2003), in luogo dei precedenti importi (dal minimo di 3.000 euro a 18.000), il decreto prevede un sensibile inasprimento da 6.000 euro a 36.000.Tali importi possono raddoppiare in caso di violazione di maggiore gravità o quadruplicare se la sanzione può risultare inefficace in ragione delle condizioni economiche del contravventore (esempio grandi aziende/enti pubblici). La sanzione dell'omessa informativa è la sanzione contestata più frequentemente dal Garante per la protezione dei dati personali nel corso delle ispezioni.Viene prevista una riduzione dell'importo esclusivamente nei casi di minore gravità (ipotesi non prevista dal codice), avuto riguardo alla natura economica o sociale dell'attività svolta.In materia di *omessa o incompleta notificazione*, si prevede un raddoppio della sanzione: dalla forbice da 10.000 a 60.000 euro ai seguenti importi: da 20.000 a 120.000 euro (art. 163 D. lgs 196/2003).Nel caso di omessa notificazione, non è più obbligatoria (ma facoltativa) la sanzione amministrativa accessoria della pubblicazione dell'ordinanza ingiunzione a carico del contravventore, sanzione particolarmente temuta dalle aziende (art. 163 del codice).La sanzione amministrativa per l'*illegittima cessione dei dati* passa dalla forbice dai 5.000 a 30.000 euro al raddoppio degli importi da 10.000 e 60.000 euro.Nel caso di* illegittima comunicazione di dati sanitari *si passa dalla forbice dai 500 ai 1.000 euro agli importi di 1.000-6.000 (art. 162 del codice).In caso di *omessa informazione o esibizione al Garante*, la sanzione amministrativa viene ulteriormente inasprita dalla forbice da 4.000 a 24.000 euro a quella attuale da 10.000 a 60.000 euro. (art. 164 D. lgs 196/2003)Si osservi come il decreto introduca delle nuove sanzioni amministrative aggiuntive (art. 162 bis e ter del codice) alle ipotesi penali di violazione delle misure di sicurezza (previste dall'art. 33 del codice) e di trattamento illecito di dati (art. 162 D. lgs 196/2003 ).Il decreto prevede in questi due specifici casi, al fine di rendere effettive le norme del codice: la sanzione amministrativa di importo da 20.000 a 120.000 euro.Nel caso di violazione delle misure minime di sicurezza è esclusa la possibilità del pagamento in misura ridotta entro sessanta giorni.Nel caso di inosservanza dei provvedimenti di prescrizione di misure necessarie o del provvedimento di divieto o blocco del garante è applicata, in ogni caso in sede amministrativa, la sanzione del pagamento di una somma da 30.000 euro a 180.000 euro.Si osservi come il decreto preveda che nel caso di omessa o inidonea informativa, cessione di dati, violazione delle misure di sicurezza, omessa incompleta notificazione, omessa informazione o esibizione al Garante e in presenza di violazioni di minore gravità, avuto riguardo alla natura anche economica o sociale, dell'attività svolta, i limiti minimi e massimi stabiliti dai medesimi articoli si applichino in misura pari a due quinti.In riferimento alla sanzione penale per la *violazione delle misure minime di sicurezza*, il decreto non contempla più l'alternatività fra sanzione pecuniaria e quella detentiva prevista da codice ma esclusivamente la pena detentiva (l'arresto fino a 2 anni).Si osservi come anche per l'oblazione (ravvedimento operoso) sia previsto un innalzamento degli importi dovuti da 12.500 euro a 30.000 euro.