Approvato il modello ministeriale di testimonianza scritta ex art. 257 bis cpc

In data 01/03/2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 49 il Decreto del Ministero della Giustizia che approva il modello di testimonianza scritta

 ex artt. 257 bis cpc 103 bis disp. att. cpc, introdotti dalla legge 69/2009. Tali norme disciplinano una modalità alternativa di assunzione della prova testimoniale, sottratta al controllo del Giudice ed al contraddittorio delle parti. In particolare, l'art. 257 bis cpc prevede che il Giudice, su accordo delle parti, tenuto conto della natura della causa e di ogni altra circostanza, può disporre di assumere la deposizione chiedendo al testimone di fornire per iscritto e nel termine fissato, le risposte ai quesiti sui quali deve essere interrogato. Il Giudice, con il medesimo provvedimento, dispone, altresì, che la parte che ha richiesto l'assunzione predisponga il modello di testimonianza in conformità agli articoli ammessi e lo faccia notificare al testimone. A questo punto, il testimone dovrebbe rendere la deposizione compilando il modello di testimonianza in ogni sua parte, con risposta separata a ciascuno dei quesiti, precisando quali siano quelli in cui non è in grado di rispondere, indicandone la ragione. Quanto al contenuto della testimonianza, il testimone dovrà aver cura nella compilazione del modello, di leggere le avvertenza indicate dal Ministero e di dichiarare se si trova in una situazione di incompatibilità oppure in una situazione tale per cui ritenga di doversi astenere, quale per esempio, un interesse in causa. Si precisa che il testimone avrà l'obbligo di chiarire solo i fatti, astenendosi da opinioni personali, precisando quale sia la fonte della sua conoscenza. Ai sensi dell'art. 103 bis disp. att. cpc, inoltre, la testimonianza scritta deve essere resa su di un modello conforme a quello approvato dal Ministero della Giustizia, il quale individua anche le istruzioni per la sua compilazione (da notificare unitamente al modello). Dall'analisi delle istruzioni approvate dal Ministero emerge, altresì, che al termine di ogni risposta deve essere apposta, di seguito e senza lasciare spazi vuoti, la sottoscrizione da parte del testimone. Le sottoscrizioni devono essere autenticate da un segretario comunale o dal cancelliere dell'ufficio giudiziario. L'autentica delle sottoscrizioni è, in ogni caso, gratuita nonchè esente dall'imposta di bollo e da ogni diritto. Alla luce di queste considerazioni, con l'emanazione del decreto de quo, l'istituto della testimonianza scritta, entra, dunque, nella sua fase di attuazione.