In vigore il nuovo testo di legge che sanziona penalmente i reati ambientali

Dal 16 agosto è entrato in vigore il decreto legislativo 121 del 2011, che recepisce le prescRizioni dell'Unione Europea, in merito alla sanzionabilità penale di quelle condotte che causino un danno all'ambiente.

L'unione europea aveva sottolineato con due direttive l'importanza dell'introduzione di misure penali che colpissero i comportamenti anti-ambientali.   Dopo un ulteriore richiamo, avvenuto a giugno, il Consiglio dei Ministri si è deciso e ha approvato il tanto rimandato testo di legge che introduce sanzioni penali detentive, oltre a quelle pecuniarie, ontro i reati ambientali, attuando importanti modifiche al codice penale, al codice ambientale e perfino al d.lgs 231/2001 sulla responsabilità degli enti.   Il testo di legge in esame punisce, per la prima volta severamente, quelle condotte che mettano in serie pericolo l'equilibrio ambientale, riconoscendoli come illeciti penali, e innovativamente prevede una responsabilità penali di enti e persone giuridiche per alcuni reati ambientali.  Per prima cosa, il decreto al suo articolo 1 prevede l'introduzione di due nuove figure di reato: all'art. 727bis il reato di uccidere, distruggere, prelevare o possedere fuori dai casi consentiti esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette e all'art. 733bis il reato di distruggere o comunque deteriorare significativamente un habitat protetto; queste due fattispecie prevedono, per la loro violazione, una pena detentiva da uno a sei mesi o un'ammenda fino a 4. 000 euro nel primo caso; e fino a diciotto mesi e con l'ammenda non inferiore a 3. 000 euro Il testo di legge ha introdotto un nuovo articolo all'interno del decreto legislativo 231 del 2001: l'art 25-undecies che prescrive specifiche sanzioni quando il reato ambientale sia commesso a favore o a vantaggio di un ente. Quando uno dei reati ambientali elencati nel Codice penale sia attribuibile ad un ente, questi sarà sottoposto a una sanzione pecuniaria. Ad esempio quando una violazione integri il reato all'art. 727-bis la sanzione pecuniaria è moltiplicata per 250 volte; e da 150 a 250 volte quando invece si configuri il reato all'art.733bis. Il giudice fisserà l'importo, caso per caso, sulla base di una valutazione delle condizione economiche e patrimoniali dell'ente responsabile del reato. Questo intervento legislativo riconferma l'importanza del progressivo adeguamento del d. lgs. 231/2001.