Avvertenze utili per ottimizzare l'intervento dell'Avvocato

Rate this item
(4 votes)
Thursday, 14 February 2013 17:57 Written by 

A volte i Clienti, anche quelli più avvezzi ad avere a che fare con gli avvocati, dimenticano o trascurano alcune regole fondamentali che nel seguito sintetizzeremo in forma di “avvertenze” costruttive.

1) In primo luogo all'Avvocato, come al confessore, si deve dire tutto e con un minimo di obiettività.

Non c'è peggior situazione per la difesa (ma anche solo per la stesura di un parere) che quella di scoprire particolari ignorati e negativi (e/o non ben esplicitati) proprio nel corso del giudizio o della consulenza stragiudiziale iniziata, senza la possibilità di impostare la pratica in modo corretto sin dall'inizio, con conseguenti possibili “disastri” sull'esito finale della posizione. L’avvocato è comunque tenuto al segreto professionale e non ha sempre l'obbligo di verità (strategica) nell'impostare la difesa e/o la consulenza stragiudiziale (salvo il divieto di utilizzare prove e/o dati scientemente false/i), per cui è meglio – per "dirla con l'Azzeccagarbugli" – riferire subito le cose come stanno, lasciando poi all'Avvocato il compito di strategicamente impostarle (sia che si tratti di una causa che, per ipotesi, di un parere pro-veritate).

2) Sull'onda del momento emozionale capita, a volte, di assistere un Cliente che, inizialmente, chiede all'Avvocato di <<fare tutto il possibile e senza badare a spese...>> onde porre velocemente rimedio alla situazione (anche seccante e/o emergenziale) creatasi.

Molto spesso si tratta di un approccio sbagliato/pericoloso e che può comportare, quale sovente epilogo del tutto, la delusione del Cliente (con il passare del tempo sempre meno sostenuto dall'ardore emozionale) ma anche quella dell'Avvocato il quale, malgrado l'impegno profuso, si può veder criticare (ad esempio) i costi del suo intervento (soprattutto laddove non vi sia stato il tempo – o più spesso la volontà del Cliente — per concordarli preventivamente e specificatamente: cfr. “avvisi utili” nella precedente sezione del sito).

Anche nei casi più “brucianti” è dunque bene ponderare preliminarmente tutti i possibili risvolti di un giudizio (o più in generale di una pratica) e, soprattutto, il fatto che, disgraziatamente, ad oggi, i tempi della giustizia sono molto lunghi e si dipanano su tre gradi di giudizio solo rispetto ai quali (da valutarsi nella loro integralità) è possibile considerare una posizione definita e/o preventivamente definibile (nel bene e/o nel male); ciò al pari della valutazione circa la “certezza” normativa, ovvero del diritto, sempre più messa in discussione da una produzione legislativa sovrabbondante, proveniente da più livelli di “governo” (almeno sei!), spesso contraddittoria, sempre interpretata dai magistrati in modo non unanime, per non dire verosimilmente caotico.

3) Non sembra inutile dire che la cosa migliore, anche nel caso sopra appena ipotizzato, è sempre quella di ponderare e concordare all'atto del conferimento dell'incarico il costo dell'opera necessaria e richiesta pur sempre rimettendosi (con un minimo di umiltà da parte del Cliente) al giudizio del professionista circa le varie voci prestazionali ipotizzabili e la quantità di onorari alle stesse correlabili senza “incappare” nella pretesa e/o voglia di “giocare/rilanciare verso il basso” perché, di norma, il buon professionista, calibra sempre le proprie spettanze in base al prevedibile sforzo professionale che dovrà compiere a partire dall'esame e studio della singola posizione (ed il “tirare troppo la corda” da parte del Cliente è una cattiva prassi che, alla fine, si rileva sempre poco lungimirante e scarsamente tutelante).

4) Bisogna infine ricordare che l'Avvocato è (sempre e comunque) un qualificato prestatore d'opera intellettuale costituzionalmente tutelata e non (come sempre più spesso un miope Legislatore vorrebbe far intendere ponendosi a fallace paladino della concorrenza nel mercato della consulenza legale) un mero organizzatore/elargitore di servizi interscambiabili tra loro (anche se i costi d'ufficio, di segreteria, di materiale e di aggiornamento sono ormai pari – spesso superiori – a quelli che deve affrontare un'azienda).

E' dunque profondamente errato (e controproducente) pensare di poter contrattare/contrarre "i c.d. prezzi" delle attinenti prestazioni (alias: gli onorari) come se queste fossero un bene esattamente identificabile/“toccabile” e, come tale, ottenibile da un altro professionista negli stessi termini e modi.  Non è mai così ed è profondamente errato pensare che possano diventare una sorta di "merce astratta" da piegare alle logiche del mercato.

Non solo. La prestazione è sempre da elargire in modo adeguato e, dunque, deve sempre potenzialmente essere tale da raggiungere (almeno in astratto) lo scopo che si prefigge il Cliente e, soprattutto, vi è da sottolineare che ogni singolo professionista assicura la propria capacità ed impegno professionale in modo unico, ovverosia in base alle sue (esclusive) capacità generali e particolari (calibrate in base al momento storico e personale che si vive), all'impegno che ritiene di dover dedicare alla posizione (anche sulla scorta delle peculiari caratteristiche del Cliente) e, quindi, si tratta sempre di una prestazione misurata alle diversificate necessità oggettive e soggettive di cui la singola pratica, di volta in volta trattata, necessita in base al (ogni volta peculiare) mandato ricevuto.

 

 

 

 

 

Read 35559 times Last modified on Monday, 18 March 2013 15:34
Published in Avvertenze

Add New Comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated. HTML code is not allowed.


Anti-spam: complete the taskJoomla CAPTCHA